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serdonati - Manoscritto

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Se il vecchio potesse, e ’l giovane volesse, non è cosa che non si facesse. Se il disiderio e la volontà de’ vecchi fosse secondata da’ giovani con le forze loro, tutte l’imprese si condurrebbono a felice fine, perché s’unirebbe la forza col consiglio, che i vecchi conoscono quello che si dee fare, perché gli anni cagionano la pratica, la quale cagiona l’isperienza, e con l’isperienza si fa giudizio, dal quale diriva il buon consiglio, mediante il quale il vecchio viene in cognizione di quello che è spediente fare, ma gli mancano le forze per potere eseguire le diliberazioni se non è aiutato da’ giovani, ne’ quali prevale la gagliardia del corpo col vigore degli anni. Però ben disse l’innamorato Florio appo il Boccaccio nel Filocopo: «E nella giovanezza si debbono i grandi affanni sostenere, acciò che famoso vecchio si possa divenire». Tale è l’altro motto Felice il mondo, se il giovane volesse e ’l vecchio potesse.

Sei ore dorme lo studente, sette il viandante, otto il lavorante e nove ogni furfante.

Dell’ore del dormire.

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