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scheda proverbio

serdonati - Manoscritto

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Cavalcare la capra. Gabbarsi, ingannarsi. Nel Cento antico, 116: "Buonaccorso se ne fece beffe e disse: 'Furla mio dolce, tu cavalchi la capra, costui ci ha assai uccellati e ancor ci uccella'". Boccaccio g. 8 n. 9, 454: "Là onde essi godendo gli facevan cavalcar la capra delle maggiori sciocchezze del mondo, e impromisongli etc.". Cioè lo burlavano, facevano delle berte e si prendevano diporto della sua melensaggine. Si dice anche con giunta Cavalcar la capra inverso il chino. Boccaccio g. 2 n. X, 152: "Per la qual cosa, donne mie care, mi pare che ser Ambrogiuolo, disputando con Bernabò, cavalcasse la capra inverso 'l chino". Cioè s'ingannasse in di grosso e non pigliasse il panno pel verso, il che si comprende dalle parole che seguono: "E di pari consentimento tutte le donne dissono che Dioneo diceva vero e che Ambrogiuolo era stato una bestia". La capra ha più corte le gambe dinanzi che quelle didietro, sì che gran sciocchezza sarebbe volerla cavalcare, massime verso il chino, ché tosto si darebbe della bocca in terra, e non si potrebbe indurre a ciò fare se non qualche balordo e scimunito.

Chi è ruinato va rifrustando le scritture vecchie per vedere se havesse da riscuotere alcuna cosa per rimediare in qualche parte al suo male e sostentar la vita.

Serdonati

MS Ser

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