scheda proverbio
serdonati - Manoscritto
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Chi si loda s'imbroda. Quel che si dice latinamente Laus improprio ore sordescit. Onde l'Ariosto nella comedia intitolata Suppositi, atto p.o., 7: "L'uom che sé stesso loda si vitupera". Il lodare sé stesso procede da sciocchezza e da prosunzione, onde l'uomo che si loda viene a mostrare d'essere di tali vizi macchiato, però dee fuggirsi il ciò fare; onde disse Dante nella Vita nuova, 51: "Non è convenevole a me a trattare di ciò per quello che, trattando, converrebbe esser me laudatore di me medesimo, la qual cosa è al postutto biasimevole a chi il fa; e però lascio cotal trattato ad altro chiosatore etc.". Però disse un poeta: "Chi si loda, credendosi illustrare, spesso s'imbroda". Dante nel Convivio, 2: "Non si concede per li retorici alcuno di sé medesimo, senza necessaria cagione, parlare, etc.". Vedi tutto il luogo, che è molto acconcio a dichiarare questo detto.
MS Ser
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