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serdonati - Manoscritto

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Dà che non dolga e dì che non dispiaccia. Dicono anche Non ischerzar che dolga e non motteggiar del vero.

Dagli amici mi guardi Dio, Che da’ nimici mi guarderò io.

Dall’acque chete mi guardi Dio, Che dalle correnti mi guarderò io.

Non si truova cosa più grave e più pericolosa che la guerra occulta. Onde Agesilao re di Sparta diceva che non biasimava quei ch’erano ingannati dagli amici, ma ben riprendeva gravemente quelli che si lasciavano ingannare da’ nimici, perché l’uomo da bene dee sempre fidarsi degli amici, ma de’ nimici non mai. Però ben disse anche Cornelio Tacito l. 2, 385: “Aperta odia armaque palam depelli, fraudem et dolum obscura, eoque inevitabilia”. E Aristotile nell’Etica dice peggio essere gli odi coperti e occulti che gli aperti e palesi. L’uomo da bene non prende guardia di quei che gli fanno l’amico, perché stima, misurando l’animo suo sincero, che sieno tali verso lui quale esso sa d’essere verso loro, però spesso rimane ingannato; ma da’ nimici fa buona guardia, se è accorto e prudente.

Serdonati

MS Ser

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Giusti, MS B
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Capponi, Ediz. 1853
Capponi, Ediz. 1871

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