scheda proverbio
serdonati - Manoscritto
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Dal travagliar co’ tristi non se ne cava frutto nissuno. Travagliare qui vale conversare e praticare domesticamente.
Gli uomini s’innamorano per la vista; onde disse Ovidio: “Oculi sunt in amore duces”. Il nostro proverbio viene da’ greci, che dicono έκ του óραν γινετo τò έραν; onde disse Marsilio Ficino nel comento sopra il Convito di Platone, c. 8, 150: “Adunque ogni amore comincia dal vedere. Ma l’amore del contemplativo dal vedere surge alla mente; l’amore del voluttuoso dal vedere discende nel tatto; l’amore dell’attivo nel vedere si rimane”. Fin qui son parole del Ficino. L’amore dunque s’accende nelle cose che vediamo, come mostra il detto de’ greci; il che è tolto dalla verità, benché sia stato dagli uomini trasportato alle cose mondane, perché gli spiriti beati in cielo dalla visione di Dio si muovono ad amarlo; e prima è la vista, poscia l’amore, onde la beatitudine loro è fondata principalmente nel vedere. Però ben disse il nostro Dante, c. 28 del Paradiso: “E dèi saver che tutti hanno diletto Quanto la sua veduta si profonda Nel vero, in che si queta ogn’intelletto. Quinci si può veder come si fonda L’esser beato nell’atto che vede, Non in quel ch’ama, che poscia seconda”. Boccaccio, l. 5 del Filocopo, 487: “Quella cosa ch’è amata - rispose la reina - quanto più si vede più diletta; e però io credo che molto maggior diletto porga il riguardare che non fa il pensare: perciò che ogni bellezza in prima per lo vedere piace e poi per lo continuo vedere nell’animo tal piacere si conferma, e gènerasene amore e quelli disii che da lui nascono”.
κ του óραν γινετo L:έκτη ω ρανγινετω
piacere L:piace[...]
Serdonati
MS Ser
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