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serdonati - Manoscritto

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È figura che si muove meglio la notte che ’l dì.

Dar la volta.

E’ teme, perché Filare d’uno è temerlo. Ma Filare si dice anche del vino quando si guasta

Ariosto, Sat. 2: “Come la carne e ’l pan, cosi la feccia Del vin si dà, ch’ha seco una puntura Che più mortal non ha spiedo né freccia. O che egli fila e mostra la paura Ch’ebbe a dar volta di fiaccarsi il collo, Sì che men mal saria ber l’acqua pura”. E ’l Caporale, 134: “D'un vin che non avea polso né fume, Anzi, filando a gocce lunghe e quete, Mostrava nella sua torbida vista Che ’l moto gli avea indotto la quiete”. Onde si dice anche nel medesimo proposito del vin guasto.

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