scheda proverbio
serdonati - Manoscritto
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Egli è più duro ch’una pietra. D’un animo ostinato e immobile.
Egli è più fedele che ’l cane di Biagio da’ fichi.
Biagio de’ fichi.
Per ristorarti d’ogni tuo disagio, Vatti nella capanna e mangia Biagio.
Biagio fu un pover uom carico di famiglia e aveva vicino alla città un poderetto, nel quale erano alcuni albori di fico che producevano fichi eletti; ed egli vi tenea un suo cane a guardia, il quale, benché fosse dal padrone avaro mal pasciutto, tuttavia non assaggiava mai fichi, né lasciava coglierne agli altri, benché talora toccasse delle sassate e delle bastonate altresì. Volle Biagio crescere il prezzo a’ suoi buon fichi, onde alcuni giovani scaltriti, per satollarsene senza spesa, fecero una lor brigata e si vestirono da diavoli tutti di nero, con corna e code accomo¬date e lunghe, e si misero addosso alcuni lucenti specchi piccoli e tondi perché di notte la cosa apparisse più spaventosa, e apparecchiarono una gran sedia guarnita di molte fiamme di fuoco, e circa le tre ore di notte s’inviorno verso la possessione di Biagio, con fuochi artificiosi in bocca. E arrivati posero la sedia dinanzi la capanna dove era Biagio in posta, e vi si pose su a sedere il decurio loro e, di mano in mano che venivano i diavoli chiamati da lui e raccontavano le fatiche da loro sostenute, egli concedeva loro che montassero su’ fichi e ne facessero una corpacciata. E ’l cane di continuo abbaiava, ma Biagio era sì spaurito all’apparenza loro, che non ardiva uscire della capanna, e ’l cane ancora temendo di sé non s’allontanava da esso. Ma poi, venendo un diavolo che diceva d’aver fatte gran cose e più che ordinarie, il decurio disse che per ristorarlo d’ogni suo disagio li concedea che andasse nella capanna e si mangiasse Biagio; laonde tutto spaventoso scappò subito fuori e si pose in fuga, e ’l cane, che aveva tocche molte percosse, incontinente lo seguitò, né mai l’abbandonò.
decurio L:decuri
Serdonati
MS Ser
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