testa

scheda proverbio

serdonati - Manoscritto

scorri i proverbi: Precedente | Successivo

Far le discordanze in volgare. D’un ignorante.

Fare una castagna.

Fare castra fica.

To’, castrami questa!

Fare le lastruccie.

Sbeffarlo, schernirlo. Dante, canto 25 dell’Inferno: Al fine delle sue parole il ladro Le mani alzò con amendue le fiche, Gridando etc.

Mi piace, con questa occasione, registrar qui un ingegnoso, come noi diciamo, indovinello, o come diceano gli antichi, enigma, composto sopra ’l nome di castagna, preso per lo pomo così chiamato, sopra ’l quale un nostro poeta scherzò ingegnosamente in questa maniera: Ditemi, donne com’ell’è chiamata Cosa ne’ boschi nata Fra le spine pungenti, Che tien due volte in sé quattro elementi, De’ quali gli ultimi tre levati via Di mille appena una tra voi fia. La voce castagna è composta di otto elementi, cioè di otto lettere, delle quali, levate l’ultime tre, cioè ‘gna’, rimane ‘casta’, onde il poeta burla le donne con dire che a pena una per mille è veramente casta. Il qual concetto fu prima leggiadramente espresso dall’Ariosto in latino con questo dissico: Arbor inest sylvis, quem scribitur octo figuris; Fine tribus demptis, vix unam e mille vialbis.

Serdonati

MS Ser

Nuova ricerca

Altre versioni del proverbio

Non ci sono altre versioni dello stesso proverbio nelle varie raccolte presenti nella banca dati

©2012 ACCADEMIA DELLA CRUSCA - vietato riprodurre senza autorizzazione testi e immagini

crediti | copyright | riservatezza dei dati personali | sicurezza