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serdonati - Manoscritto

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Ogn’huomo che ha talento di sapere certo ha talento d’udire. Ma ogn’huomo che ha talento di dire non ha talento di sapere. Brunetto Latini, l. 8, c. 24.

L’origine di questo proverbio è narrata così nel Cento antico, novella 91: «La golpe trovò un mulo in un bosco, e non n’havea mai più veduti, onde hebbe gran paura; e fuggendo trovò il lupo e dissegli come havea trovato una nuova bestia, e non sapea suo nome. Il lupo andò con lei a chiarirsi e, giunti a lui, perché né anche il lupo l’havea prima veduto, la golpe il domandò di suo nome; ed egli disse: ‘Io non l’ho bene a mente, ma, se tu sai leggere, io l’ho scritto nel piè diritto di dietro’. E la golpe disse che non sapea leggere, ma il lupo disse che sapeva; e ’l mulo li mostrò il piè diritto di sotto sì che li chiovi pareano lettere, e il lupo disse: ‘Io non li veggo bene’; e ’l mulo disse: ‘Fatti più presso, che le sono minute’. Onde il lupo gli si ficcò sotto, e guardava fisso, e ’l mulo trasse, e diegli un calcio nel capo tale che l’uccise; onde la golpe se n’andò e disse: ‘Ogni huomo che sa lettere non è savio’, che poi passò in proverbio».

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