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serdonati - Manoscritto

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Piaga per allentar d’arco non sana. Non giova al ferito che ’l feritore si penta d’haverlo offeso, per allentar l’arco non si risana la piaga già fatta. È verso proverbiale usato dal Petrarca nel sonetto Erano i capei d’oro all’aura sparsi. Ruberto Re di Napoli, andando in Francia, passò per Cabrieres, e vide madonna Laura celebrata dal Petrarca ch’era omani attempata; e non gli parendo che le bellezze di lei corrispondessero alle lodi datele dal poeta, si maravigliò che l’havesse discritta così bella, e ’l Petrarca, ch’era presente, di ciò accortosi li disse: ‘Sacra maestà, arco per allentar piaga non sana’, volendo inferire che, se allora ella non era bella com’era stata prima, tuttavia il tempo e l’età di lei non scemava in lui l’amore. La qual pronta risposta piacque in guisa al re, che se la pigliò poi per impresa con questo motto latino: Obtusus gladius vulnus non sanat.

Onde disse Dante, canto 17 del Paradiso: «Che saetta previsa vien più lenta». E Seneca: «Praecogitati mali mollis ictus venit»; e altrove: «Quid quid expectatum est diu mollius accedit»; e altrove: «Magis urgent saeva inexpertos. Grave est non assuetis ferre cervicibus iugum». L’antivedere il male alleggerisce il travaglio a chi l’aspetta con le debite provvisioni; onde fra gli Ammaestramenti degli antichi è questo detto: «Molle è il corpo dell’appensato male». Gli huomini, prevedendo il mal futuro, o lo scansano con la prudenza o, se è irrimediabile, v’accomodano il cuore con la pazienza.

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