Piatire co’ cimiteri, o Piatire i cimiteri. Essere in pericolo di morte, ma si dice anche di chi sia fuggiasco intorno le chiese per timore de’ birri.
Carotare, o Incarotare.
Dare ad intendere bugie e cose false; sopra ’l qual motto scherzò gentilmente Matteo Franzesi, poeta fiorentino, in celebrando le carote, ove anche dichiara per eccellenzia il proverbio: Ma sopr’ogn’altra di quell’eccellenza Un proverbio usitato se ne cava, E pieno (ardisco dir) di quinta essenza, Vada a riporsi a sua posta la fava, Perché ’l piantar carote ora ha più spaccio Che qualsivoglia donna e bella e brava. Chiama piantar carote il popolaccio Quel che diciam mostrar nero per bianco, Per districarsi di qualunque impaccio. Voi conoscete una dozzina almanco Di questi romaneschi cortigiani Che di nuove hanno pieno il seno e ’l fianco. Questi sono i maestri e gli ortolani Di piantarle ad ogn’ora, e così bene Che se ne manda in paesi lontani. Chi di dì tanti dalla corte tiene Lettere (pur in bianco), e dice, e segna Quanto al dì d’oggi quadra e si conviene. E così col pinol della menzogna Pianta carote, e se ben sa ch’ei mente, Non si cambia però, né si vergogna. Chi s’è trovato (e lungi era) presente Ad udir questi ch’han del mondo il freno, E pianta una carota muy potente; Chi ha dormito a gentil donna in seno, Ma pur in sogno, e vuol che se li creda Come se fusse, né più e né meno; Chi d’uccelli e di capre ha fatto preda, Ma a questi uccellatori e cacciatori In cacciarle convien che ciascun ceda. Quelle poi che si cacciano i signori, L’un l’altro dico, e in sino li poeti Son d’ogni alta piramide maggiori. Questi hanno modi in cacciarle segreti, Dell’ironia si servono, e parole Pensate, e risi finti, qui sì lieti. La vera stiva a chi piantar le vuole È trovar buon terreno, e fare in modo Ch’altro che foglie non si mostri al sole; Il resto stia sotterra fisso e sodo, Che la carota quand’ell’è scoperta È come la bugia trovata in fondo. Piantarla in trebbio, in passatempo, in berta Non è mal fatto senza pregiudizio Però ma è sempre di persona certa. Con quel che segue.
Cioè piantar carote; e anche Carotaio, o Carotiere, chi le pianta; onde dice il medesimo: Da questo si deriva il carotare, Cioè piantar carote, e carotiere Un che sia nel piantarle singolare. E li due motti agevoli a sapere, L’un è: Le son carote, il che inferisce Che le cose racconte non son vere; L’altro è: Carote, il che diminuisce La credenza di che si ragiona, E con ghigno, e scrollar si proferisce. E Pietro Nelli, lodando il gran naso: Piantar carote, e vederne veschighe(?) Soglion questi nasin levati in cima, E nelli campi altrui metter le spighe. Il medesimo, lodando la lingua: Ch’ella a le donne fa le fusa torte, Ch’ella incarota l’huom del capo grosso, E insomma che del ciel chiude le porte. E poco appresso: Quei che tengon la lingua cosa trista, Perché pianta carote, han poco ingegno, Che tutte le bugie son belle in vista. E ‘l Caporale, parte X della Vita di Mecenate: Gli orti ch’havea nelle famose e note Esquilie, ove potrian d’ogni stagione Piantare e seminar grosse carote. Cioè dir grandi bugioni.
Serdonati
MS Ser