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serdonati - Manoscritto

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Pur beato, che le non furon pèsche. Viene tal proverbio da una novella, narrata nel Cento Antico, d’un fedele che portò al suo signore una soma di fichi quando n’erano tanti che quasi si davano a’ porci, e ’l signore glieli feci gittare entro ’l volto; e quando il fico li venia presso all’occhio egli gridava: ‘Domine ti lodo’, e domandato perché diceva così rispose: ‘Perché io fui incorato di recare pèsche, che se io l’havessi recate io sarei ora cieco’. La storia o favola della comunità di Poggibonzi, che in cambio delle pèsche, mandò a’ priori di Firenze i fichi involti nella pula, o lolla, e però l’ambasciatore fu saettato di fichi, è nota ed è raccontata dal Doni, e torna al medesimo senso, però non la racconto.

Detto de’ giucatori che fanno ricchezze sul giuoco.

Serdonati

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