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scheda proverbio

serdonati - Manoscritto

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Quale asino dà in parete, tal riceve. Se l’asino percuote in una parete, tal colpo riceve quale dà, o forte o piano che urti; però s’usa quando alcuno, stuzzicando altri, resta da essi offeso. Boccaccio in Bernabò da Genova: «Se io credo che la mia donna alcuna sua ventura procacci, ella il fa; e se io no ’l credo, sì ’l fa; e per ciò a fare, a far sia. Quale asino dà in parete, tal riceve». Il medesimo in ms. Pietro di Vinciolo: «Se tu non puoi, tienloti a mente fin che tu possa, acciò che quale asino dà in parete, tal riceva». E ne’ due sanesi della cassa: «Che assai dee bastare a ciascuno se qual asino dà in parete, tal riceve, senza volere, soprabbondando oltre la convenevolezza della vendetta, ingiuriare, dove l’huomo si mette alla ricevuta ingiuria vendicare». E nel Corbaccio: «Quale asino dà in parete, tal riceve; se egli gli altrui beni lavora e viene d’altra parte chi lavora i suoi». Varchi nell’Ercolano: «E il Caro non si può dolere, se quale asino dà in parete, tale riceve». Dicesi anche semplicemente Quale dà, tal riceve.

Cane scottato.

Cane scottato d’acqua calda ha paura della fredda.

Quando la quaglia corre al suono del quagliere, se ne scampa una volta, non corre mai più a tal suono; e ’l cane, una volta scottato, si guarda poi da tal pericolo.

S’usa dire il motto quando alcuno si guarda dal pericolo nel quale altre volte è incorso, e lo fugge.

Serdonati

MS Ser

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Capponi, Ediz. 1853
Capponi, Ediz. 1871

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