Vatti fa rendere i tuoi quattrini.
Dicesi a colui che non sa fare alcuna cosa, quasi che gli sia stato male insegnato, e però rubati i danari.
Quei che feciono l'annotazioni sopra 'l Boccaccio de l'anno 1573 dichiarano questo motto con queste parole: «Noi habbiamo questo motto, 'Vatti con Dio', del quale si converrà parlare ancora ad altro proposito; ma quel che fa ora a questo, egli si mette alcuna volta propiamente per 'pàrtiti, e piglia la via'; e di questo non accadrebbe darne esempio, così è noto, pur nel medesimo Sacchetti: 'Datti pace il più che tu puoi, e vatti con Dio'. Ma altrove importerà quasi che una di quelle voci, che uno si maravigli, o affermi caldamente, o simil cosa, che si aggiungono a' verbi, come nel medesimo. 'Il signore si ristrigne nelle spalle, e dice 'Vatti con Dio' che da' furti de' mugnai non veggio di potersi omai guardare'; che altro non vuol dire che 'veramente', o 'per certo'. E in un'altra, 'o vatti con Dio', dicea ciascuno, che questa è delle gran novità che si vedesse mai. E questo medesimo poco di sotto replicando, disse con altre parole, che pur hanno la medesima forza. O io fo boto a Dio, dicono li più, che questa è così ordinata pazzia, come si facesse mai. E a questo, o simil modo, disse questo nostro (cioè il Boccaccio) delle pietre di Calandrino, che rilucono di mezza notte: 'Vatti con Dio'». Fin qui son parole de' detti annotatori. Il Boccaccio, nel proemio della sesta giornata, fa dire alla Licisca: 'Ben lo diceva io, vatti con Dio, credi tu sapere più di me tu, che non hai ancora rasciutti gli occhi'.
Serdonati
MS Ser