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serdonati - Manoscritto

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Non mi toccar quando son molle. Parole della vite, la quale per la coltivazione sua chiede che non si li dia concime o altro grassume, e che non si li tolga o lievi niente, ma che non si tocchi né lavori in tempo di pioggia quando il terreno è umido, e non si lavori a torno quando la terra è bagnata. Vedi Columella, l. 4, c. 24. Dicono anche Se tu vuoi della vite trionfare, Non gli torre e non gli dare, E più di due volte non la legare. Vedi Pier Vettori, nelle Lodi e cultivazioni degli ulivi. Alamanni, Della coltivazione, l. 2, parlando della vite: Ma guardi prima ben, che dentro o fuore Non sia molle il terren, che troppo nuoce.

Non m’è rimaso sangue nelle vene,

Non m’è rimasto addosso gocciola di sangue.

Ho avuto una gran paura.

Guttam haud habeo sanguinis. Plaut. in Mercat.

Serdonati

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