scheda proverbio
serdonati - Manoscritto
scorri i proverbi: Precedente | Successivo
Lasciare il propio per l’appellativo. Lasciare le cose certe per speranze incerte. Boccaccio, nella Fiammetta, l. 7: «Tu dei ragionevolmente pensare, che egli come è sì poco savio, che non conosca, che mattamente fa chi lascia quel ch’egli ha, per acquistare quel che non ha; se già quel che lasciasse non fosse etc.». Salustio anche disse: Certa premia pro incerta spe relinquere. Onde il Poeta: Non si lascia il ben ch’è certo Con speranza d’un incerto. A questo proposito fa la favola del cane, che, portando la carne in bocca in passando per un ponte, e credendo procacciarsi doppio cibo, massime che quella del fiume gli pareva maggior pezzo, lasciò quella ch’havea in bocca per prendere l’altra, e così perdé e questa e quella. Onde si verifica l’altro Chi troppo vuole, tutto perde. Vedi Il cane d’Esopo.
MS Ser
Non ci sono altre versioni dello stesso proverbio nelle varie raccolte presenti nella banca dati
©2012 ACCADEMIA DELLA CRUSCA - vietato riprodurre senza autorizzazione testi e immagini
crediti | copyright | riservatezza dei dati personali | sicurezza