Amore e tossa e rogna celar non ti bisogna. Perché non si possono occultare, ed è tempo perduto cercare di nasconderle; onde altri dicono Amore, rogna e tosse non si posson tener nascose.
Nell’amare e nel dominare non si vuol compagno. Boccaccio nel Filocopo, l. 3: “Le leggi d’amore son variate da quelle della natura in molte cose, e in tal atto niuno volentieri vuol compagno”. Et l. 4: “Perciò che l’amore indivisibil cosa si trova”. Matteo Villani l. 5 c. 65: “Non dovea per questo esser cagione d’odio tra loro, ma più tosto quello che non s’offera d’aver consorto nella signoria tra gl’animi ambiziosi di quella”. Giovanni Rucellai nell’Api: “Quando rapiti da discordia et ira Son i lor re, poiché non cape il regno Due regi fin ne’ pargoletti insetti”. Il Boccaccio in Alatiel, g. 2 n. 7, si burla de’ due padroni della nave, che da focoso amore spinti disegnarono fare acquisto in comune dell’amata donna, con queste parole: “Et essendosi l’uno dell’altro di questo amore avveduto, di ciò ebbero insieme segreto ragionamento, e convennersi di fare l’acquisto di questo amore comune (quasi amore così questo dovesse patire, come la mercanzia o i guadagni fanno), e veggendola etc.”. Seneca nell’Agamennone: “Nec bene cum sociis regna Venusque manent”.
Serdonati
MS Ser