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serdonati - Manoscritto

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Andar come la biscia all’incanto, o Andar come la serpe all’incanto. Per forza e contra voglia, di male gambe, traendo alla staffa. Dicesi di quelli che malvolentieri fanno o odono alcuna cosa, perché le bisce schivano l’incanto; e in particolare l’aspido, nomato perciò sordo, appoggia la coda all’orecchio e con essa lo tura per non udire le parole dell’incantatore. Ariosto nella Scolastica atto 4: “Eurialo Eu vengo padre come biscia viene all’incanto”. Alcuni lo proferiscono più lungo e più chiaro, ponendo nella coda la dichiarazione, e dicono Andare come la biscia all’incanto: a male in corpo. Simile a quello Volentieri con le lacrime su gli occhi.

Andare col piè di piombo.

Usare sagacità e astuzia, come gli uomini considerati e cauti. A questo proposito disse Dante, canto 13 del Paradiso: “E questo ti sia sempre piombo a’ piedi, Per farti muover lento com’uom lasso, E al sì e al no che tu non vedi”. Il Burchiello: “E pensa ben l’uccel quel che figura, E sù vi va con li calzar del piombo, Solennemente, e tua virtù non temi”.

Serdonati

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