scheda proverbio
serdonati - Manoscritto
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Caricar troppo la mano. D'un che passa i termini del dovere, in punire o fare altra cosa.
Battere, bastonare; onde Giovan Francesco Straparola fece un'ottava in forma d'enigma o indovinello, inducendo il grano a parlare in questo modo: “Non so qual mia disgrazia o mia sciagura Spesso m'induca a sì malvagio porto, Che di maschio, ch'io son, cangio natura, E di vil femminella il nome porto; Di busse e di punzon fuor di misura Ognun mi carca sì ch'al fin son scorto, Ma peggio ancor m'avvien, ch'a tempo e loco Per la vita d'altrui patisco fuoco”. Questo medesimo concetto fu tratto con altre parole da Cesare da Croce con un'altra ottava, la quale mi piace qui aggiugnere per maggior dichiarazione della cosa e perché apparisca la copia della lingua. Parla dunque il frumento in questa guisa: “Vedete in quante foggie mi tramuto: Prima son maschio e vivo sotterrato; Di nuovo nasco e in femmina mi muto; Poi, tagliato a traverso e bastonato, Maschio ritorno; e quindi ancor, premuto E fatto in polve, in femmina cangiato Mi truovo; e annegato e messo al fuoco Ritorno maschio, e cangio abito e loco”.
Maschio ritorno L:Masci ritorno
Serdonati
MS Ser
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