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serdonati - Manoscritto

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Chi di venti non sa e di trenta non ha, mai saprà e mai havrà. Così pronunziano questo gli annotatori sopra 'l Boccaccio del '73, 91. Ma altri allungando una decina dicono Chi di trenta non sa, di quaranta non ha, mai saprà né mai havrà. E altri dicono Chi di venti non è, e di trenta non sa, e di quaranta non ha, né mai sarà, né mai saprà, né mai havrà. Ma altri dicono Chi di dieci anni non è, di trenta non sa e di quaranta non ha, mai sarà, né mai saprà, né mai havrà. Ma altri villanamente dicono Chi di venti non sa e di trenta non ha vadasi annegare. Dinota il proverbio che bisogna sforzarsi d'imparare scienza e di fare roba da giovane, che in vecchiezza non riesce. Avere in questo luogo si piglia per essere commodo de' beni di fortuna, come mostrano detti annotatori del '73, 91. Altri dicono Chi di venti non sa, e di trenta non fa, e di quaranta non ha, mai farà e mai havrà.

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