scheda proverbio
serdonati - Manoscritto
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Chi pratica col zoppo s'avanza d'andar zoppo, o Chi pratica col zoppo gli sen'appicca. Però la pratica de' malvagi reca altrui vergogna, onde Dante nel Convivio disse, 42, 43: "L'uno sì è di non volere che alcuno vizioso si mostri amico, perché in ciò si prende opinione non buona di colui che amico si fa". Il proverbio n'avvertisce che bisogna praticare e conversare co' buoni, perché nel praticare si macchiono o si perfezionano i costumi. Era tal motto in uso anche appresso gli antichi greci, come si trae da Plutarco nell'opuscolo dell'allevare i figliuoli, 246, ove si dice: "Haud est ab re illud usitatum sermone proverbium, Si claudo vicinus habitaveris, et ipse claudus ambulare disces". In conformità di ciò disse Pietro Nelli: "Donna Garenda mia, tosto s'impara Con un zoppo andar zoppo e con un losco Guardare a Mestre e vedere a Margara". Però ben disse il Firenzuola, 149: "La pratica degli scellerati porta seco malignità di cuore, perversità di opere, scusa e compagnia, aiuto e consiglio nel male, e finalmente la penitenza", con quel che segue. Dicesi anche con Chi pratica col zoppo in breve sa zoppicare.
MS Ser
| Serdonati, MS Ser |
| Serdonati, MS Ser |
| Salviati, MS Sal |
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