scheda proverbio
serdonati - Manoscritto
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Fare il latino a cavallo.
Dicesi contra quei che non sanno esercitar l’arti loro e valersi delle proprie fatiche; perché dicono che ’l Pistagna fu notaio romagnolo, che, rogandosi di testamenti in articulo mortis, non pigliava danari, ma diceva: ‘Me gli darete poi a bottega’, ed essi non tornavan più; e da’ litiganti che venivano a lui per consiglio non pigliava altro ch’un saluto, ed egli dava bere a loro e a’ compagni ch’eran con essi; sì che, venendo egli a morte, non fu bisogno far testamento, perché non gli era rimasto altro ch’un paio di pianelli con le calcagna tutte rotte.
Bergolo fu un montanaro, che per far danari tagliò un suo oliveto per vendere i carboni. Mona Berta amava tanto certi suoi gatti, che quanto avea filato dì e notte in tutta la settimana lo lasciava lor disfare in poche ore, e poi vendeva il filato per tanta stoppa e del ritratto faceva a’ gatti una suppa francese; ed ella se n’andava tutta stracciona; e disfece le mura d’una sua casupola per vendere i calcinacci. Mulinaccio fu un mugnaio, il quale, per tirare gli huomini al suo mulino, dava loro buon pasti, e non pigliava danari per la mulenda, e alla fine morì nel mezzo del mulino ignudo. Il Zolla fu un valente pastore, che, per havere una pecora bianca, ne dava due nere, e con questi baratti gittò via il suo. Berto comperava quante ciriegie venivano in mercato, e tutte per trastullo le dava a mangiare a’ fanciulli, pur che dessero a lui i noccioli; sì che dell’accetta avanzava il manico, e del sacco la corda.
Fare il guadagno di Bergolo, e Fare il guadagno di Mona Berta, e Fare il guadagno di Mulinaccio, e Fare il guadagno del Zolla, e Fare il guadagno di san Berto.
Serdonati
MS Ser
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