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scheda proverbio

serdonati - Manoscritto

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Grattare il corpo alla cicala. Dicesi quando alcuno mette il compagno in un ragionamento a fine di ritrar da esso alcuna cosa, perché chi gratta il corpo alla cicala la fa cantare; e si dice anche Toccare il culto, o toccare il groppone, alla cicala. Nelli della Mola, 26: Or toccando il groppone alla cicala, Vi do il molino, il qual da lui dipende, Come il scalin dipende dalla scala. Usasi anche quando alcuno stuzzica e provoca a parlare uno, che di sua matura è maledico.

Ugnere gli stivali.

Gocciolare l’olio nell’orecchia a uno.

Piaggiarlo;

Passavanti, 310: «Ma cercherà la gente maestri e predicatori, secondo l’appetito loro, che grattin loro il pizzicor degli orecchi, cioè che dicano loro cose che desiderano d’udire a diletto e non a necessità etc.». Onde disse un altro: «La nuova del danno de’ turchi ha grattato l’orecchie a’ nostri», cioè è piaciuta.

Perché l’olio molliccia ogni asprezza, o durezza.

Serdonati

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