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scheda proverbio

serdonati - Manoscritto

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La divozion di Rosa. Questa Rosa fu una buona e semplice donnicciuola, la quale havea gran divozione a un crocifisso e vi stava le mattine intere a far orazione, e quando era ora di serrar la chiesa, perché i sacerdoti volevano andare a desinare, ella non havea mai finito e teneva a disagio il sagrestano, e avvertita di ciò non se ne rimaneva. Onde finalmente il sagrestano per tòrsi d’attorno questa seccaggine, si nascose una mattina dopo ’l crocifisso, ch’era di legno e grande, e, quando non era più altra gente in chiesa, le disse con voce piena e bassa che l’havea intesa, e l’avvertì che non s’affaticasse tanto in fare orazioni, che lasciasse l’altre faccende; ond’ella, credendo quella esser voce del crocifisso e divino avvertimento, non vi tornò più.

Una salus victis nullam sperare salutem.

La disperazione suol portare ardire e forza a’ disperati.

Leone Imperadore, al comandamento 20, numero 27, dà ordine al suo capitano che, se gli occorre prendere alcuna fortezza de’ nimici per forza, subito che i suoi entrano dentro, faccia aprire le porte, a fine che molti fuggendo e non si riduchino ad estrema disperazione, ed il medesimo faccia se prendesse i ripari de’ nemici. E nel medesimo comandamento, al numero 144, dice a questo proposito: «Egli è cosa da prudente capitano d’esercito schifare le zuffe con gli huomini disperati, percioché la disperazione, cacciandola una certa necessità, rende i soldati fortissimi e audacissimi; e la disperazione è quando alcuno, non trovando luogo verumo di salute, si lascia andare contro ’ nimici pensando di vincere o di morire».

Serdonati

MS Ser

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